come può esistere l’Australia,  una terra nata dai sogni?

Gli aborigeni non credevano all’esistenza del paese finché non lo vedevano e cantavano; allo stesso modo, nel Tempo del Sogno, il paese non era esistito finché gli Antenati non lo avevano cantato. (Bruce Chatwin)

Ognuno di noi ha un motivo per viaggiare: chi per semplice relax, chi per lavoro, chi invece ha fame di scoprire luoghi esotici e misteriosi. Si inizia guardando un documentario la domenica pomeriggio, o sfogliando qualche guida turistica recuperata da uno scaffale della biblioteca; cresce così la curiosità e da li inizia la pianificazione del viaggio.

Ci sono viaggi invece che come i sogni capitano per caso, si nutrono delle nostre emozioni per poi diventare ricordi. L’Australia è nata così, per caso da un sogno. Per questo dico che l’Australia non esiste.

Immaginiamo per un attimo di non conoscere assolutamente nulla di questo paese, di non aver mai letto ne visto  immagini o documentari. Pensiamo ad una terra situata ai confini del mondo, tutto sommato non così lontana dall’Indonesia e, nonostante questo, l’ultima ad essere scoperta. Lasciamoci alle spalle il verde dell’Europa, le sue montagne, le sue coste, le sue costellazioni…Iniziamo questo viaggio dall’alto del Red Center, il cuore rosso dell’Australia.

Stiamo volando sopra una distesa di terra dal colore indefinito, il rosso primeggia accompagnato dal bianco, dal verde, dal nero, dall’ocra…una massa informe, come nuvole e lava mischiate tra loro. In mezzo a tutto questo nulla di unica bellezza iniziamo la nostra discesa e nel cuore di questa infinita pianura vediamo alzarsi solitario quello che gli aborigeni chiamano Uluru.

Uluru, o Ayers Rock, è un monolite situato quasi al centro dell’Australia, considerato il cuore spirituale e sacro di tutto il paese, sia per gli aborigeni che non. Come prima cerchiamo di dimenticare qualunque cosa sappiamo sull’Australia e fermiamoci a guardare. L’Australia non si guarda con gli occhi, o almeno non solo con quelli. L’Australia si guarda con le orecchie, col naso e le si parla col cuore.

La prima domanda che mi sono posto ai piedi di Uluru è stata: “cosa diavolo ci fa un enorme masso in mezzo al niente”. Capisci allora che non si tratta di un masso, ma si tratta di qualcosa di vivo, qualcuno che ti parla, che ti scuote, che dall’alba al tramonto ti accompagnerà in una terra dove il niente è tutto e dove non sai più dove finisce il sogno e inizia la realtà.

Il Red Center non è solo terra, è l’origine dell’uomo, è la nostra sostanza, la carne e la terra fanno parte dello stesso universo che danza alla luce delle stelle. Non possiamo pensare all’Australia solo come un luogo da visitare, dobbiamo pensare all’Australia come al sogno dal quale siamo stati generati.

In questa bellezza apparentemente inanimata non possiamo tralasciare il fatto che l’Australia sia un paese unico anche, e soprattutto, per le sue specie animali. Non possiamo fare paragoni con altre specie di altri continenti, non ci sono, non esistono. Un canguro è solo in Australia, stesso discorso per il koala o tantissime altre specie animali. Data l’ostilità climatica e l’assenza di piogge sia ancora un mistero come siano state in grado di sopravvivere nei millenni.

Una terra ostile, pericolosa, dove la maggior parte delle specie animali può ucciderti, nonostante questo abitata da oltre 50.000 anni da un popolo in perfetta armonia con la terra (le cose sono un po’ cambiate con l’arrivo dell’uomo bianco, ma questa è un’altra storia).

Lasciandoci il deserto alle spalle il paesaggio cambia radicalmente, lasciando spazio a foreste di eucalipto e foreste pluviali nel nord del paese. Ogni clima e ogni stagione è presente in Australia a seconda della zona in cui vai.

L’Australia non è però solo natura. Australia è anche fatta di persone semplici, che vivono la vita con il sorriso e che scalpitano ogni giorno per accorciare le distanze che inevitabilmente si creano dato l’isolamento. Difficilmente non si è i benvenuti, in qualsiasi luogo tu vada sarai sempre accolto col sorriso e con la voglia di raccontare storie. Certo alla fine del sogno come ogni paese anche qui ci sono gli inevitabili problemi della società moderna, ma che importa…sei in Australia.

Per questo l’Australia non esiste. Non può esistere un luogo dove il sogno e la realtà convivono, dove le emozioni vengono raccontate dal sole dell’alba e disegnate dalle ombre del tramonto.

Ma mi sbaglio quando dico questo. L’Australia esiste ed io l’ho vista con tutto me stesso, basta cantarla e lei sarà per sempre parte di te.

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